Analisi dei rifiuti: Quando sono necessarie?

Il Dlgs 152/06 (testo unico ambientale) prevede che la classificazione del rifiuto sia a carico del produttore, il quale di conseguenza se ne assume tutte le responsabilità in caso di errata classificazione.
Non vi è l’obbligo formale di effettuare delle analisi chimiche, ma fatta eccezione ai casi evidenti (es. scarti di carta pulita, scarti di legno vergine), queste ultime possono risultare uno strumento tutelante a favore del produttore del rifiuto, come nel caso di rifiuti individuati con le “voci a specchio”, in questo caso solo tramite un’analisi è possibile attribuire una corretta classificazione. (es. di “voce a specchio”: CER 08.01.11* pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose; CER 08.01.12 pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08.01.11).

E’ opportuno, pertanto, nei casi in cui ci siano dubbi in merito alla classificazione, effettuare le analisi sul rifiuto al momento del primo conferimento e successivamente in occasione di mutamenti del ciclo produttivo che possano influenzare le caratteristiche chimicofisiche dei rifiuti.

In base alla tipologia di trattamento a cui i rifiuti sono destinati, sono richieste analisi di diversa periodicità e tipologia.

Analisi obbligatorie:

  • Conferimento in discarica: il D.M. 03/08/05 prevede che la caratterizzazione dei rifiuti, al fine di determinare l’ammissibilità in discarica sia a carico del produttore. La caratterizzazione ha lo scopo di fornire informazioni fondamentali in merito ai rifiuti (tipo e origine, composizione, consistenza, tendenza a produrre percolato, possibilità di trattamento, parametri critici, ecc.). Tale caratterizzazione deve essere eseguita in occasione del primo conferimento e ripetuta ad ogni variazione significativa del processo originante i rifiuti e comunque almeno una volta all’anno.
  • Conferimento ad impianti di termovalorizzazione (inceneritori): il Dlgs 133/2005, prevede che il gestore dell’impianto di incenerimento acquisisca dal produttore del rifiuto informazioni sulla composizione chimica dello stesso, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto.
  • Conferimento ad attività di recupero rifiuti operanti in regime semplificato: per questo tipo di recupero, ai sensi del D.M. 05/02/98 e del DM 161/02, è stabilito che le analisi siano eseguite dal produttore, in occasione del primo conferimento all’impianto e successivamente ogni 24 mesi (12 nel caso di rifiuti pericolosi) e comunque ogni volta che intervengano modifiche sostanziali nel processo di produzione che ha originato tali rifiuti.

Analisi non obbligatorie

Le analisi non sono obbligatorie nei casi in cui i rifiuti:

  • siano assimilati agli urbani e smaltiti mediante il servizio di raccolta dei rifiuti urbani (es. cassonetti stradali, raccolta porta a porta);
  • siano conferiti ad attività di trattamento dei rifiuti operanti in regime ordinario ai sensi del art. 208 del Dlgs 152/06, sempre che tali analisi non siano richieste dal gestore dell’impianto di trattamento.

I tecnici del CATA della CNA di Udine sono a disposizione per eventuali informazioni sull’argomento.