Emissioni gassose

I fluidi geotermici contengono gas disciolti costituiti principalmente da anidride carbonica (CO2) e acido solfidrico (H2S) oltre a piccole quantità di metano, ammoniaca, idrogeno, azoto e radon. Sono presenti, inoltre, alcune specie volatili come boro, arsenico e mercurio.
Un impianto geotermoelettrico presenta notevoli vantaggi rispetto alle centrali elettriche tradizionali poiché i gas incondensabili sono privi di ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2) e la concentrazione di CO2 è minore. Il biossido di carbonio e il metano devono essere opportunamente controllati in quanto gas serra, ricordando, inoltre, che il metano è 21 volte più efficiente nell’assorbimento degli UV rispetto al biossido di carbonio.

 L'acido solfidrico è spesso mal considerato per il suo odore sgradevole, contraddistinto dal caratteristico odore di uova marce, tuttavia, nelle centrali moderne sono presenti sistemi di abbattimento di tale costituente. L'attenzione negli ultimi tempi è stata rivolta alla mobilizzazione del mercurio nell'ambiente. Il mercurio è un elemento in tracce presente nei fluidi geotermici e, grazie alla sua alta volatilità, è emesso in atmosfera nella fase vapore insieme ai gas incondensabili. Tuttavia, l'emissione in atmosfera del mercurio è controllata grazie a sistemi di assorbimento a carboni attivi. Le centrali geotermoelettriche emettono, inoltre, particolato solido.