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Analisi dell'acqua per il consumo umano

La legge di riferimento sulle acque potabili (D.Lgs. 31/2001 e s.m.i.) impone che l’acqua destinata al consumo umano sia salubre e pulita. Per tale motivo la normativa italiana, che recepisce le direttive europee di settore (Direttiva 98/83/CE), prevede che l’acqua distribuita sia sottoposta a controlli adeguati che ne garantiscano la conformità ai valori di parametro; in particolare, stabilisce che il titolare dell'impresa alimentare, denominato Operatore del Settore Alimentare (OSA) dal Regolamento CE 178/2002, sia responsabile della qualità dell'acqua impiegata nel ciclo di produzione e del rispetto dei valori di parametro dell'Allegato I del su citato decreto, nel punto in cui è utilizzata dall'impresa. Pertanto, l'OSA è tenuto ad adottare specifiche procedure di controllo del ciclo delle acque utilizzate, in quanto la qualità dell'acqua costituisce un pre - requisito igienico sanitario fondamentale per la sicurezza dei prodotti alimentari.

Emissioni gassose

I fluidi geotermici contengono gas disciolti costituiti principalmente da anidride carbonica (CO2) e acido solfidrico (H2S) oltre a piccole quantità di metano, ammoniaca, idrogeno, azoto e radon. Sono presenti, inoltre, alcune specie volatili come boro, arsenico e mercurio.
Un impianto geotermoelettrico presenta notevoli vantaggi rispetto alle centrali elettriche tradizionali poiché i gas incondensabili sono privi di ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2) e la concentrazione di CO2 è minore. Il biossido di carbonio e il metano devono essere opportunamente controllati in quanto gas serra, ricordando, inoltre, che il metano è 21 volte più efficiente nell’assorbimento degli UV rispetto al biossido di carbonio.

Analisi dei rifiuti: Quando sono necessarie?

Il Dlgs 152/06 (testo unico ambientale) prevede che la classificazione del rifiuto sia a carico del produttore, il quale di conseguenza se ne assume tutte le responsabilità in caso di errata classificazione.
Non vi è l’obbligo formale di effettuare delle analisi chimiche, ma fatta eccezione ai casi evidenti (es. scarti di carta pulita, scarti di legno vergine), queste ultime possono risultare uno strumento tutelante a favore del produttore del rifiuto, come nel caso di rifiuti individuati con le “voci a specchio”, in questo caso solo tramite un’analisi è possibile attribuire una corretta classificazione. (es. di “voce a specchio”: CER 08.01.11* pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose; CER 08.01.12 pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08.01.11).